APS CARMINE GALLO ONLUS
VINCENZO GALLO

La CarmineGallo è una onlus di genitori di bambini malati di cancro il cui scopo è migliorare le cure dei propri figli. Il progetto che presentiamo è incentrato sullo studio degli effetti delle cellule materne presenti nel sangue del cordone ombelicale che aiuterebbero le cellule staminali ematiche trapiantate a combattere la malattia nel ricevente. Questo studio può creare nuove basi per individuare efficaci strategie terapeutiche contro il cancro.

“The possible effects of Maternal Microchimerism on outcome of Allogenic Hematopoietic Stem Cell Transplantation from Unrelated Cord Blood Units.” Il trapianto di midollo osseo è la sostituzione di un midollo malato con cellule staminali sane di un donatore in grado di rigenerare tutte le cellule del sangue, ricostituendo le normali funzioni ematologiche e immunologiche. Esso è impiegato nel trattamento di patologie ematologiche, dismetaboliche e in gravi deficit immunitari. L'accesso a questa terapia è limitato dal problema della compatibilità per questo sono nati i Registri Internazionali di Donatori Volontari di CSE o le Banche di Sangue di Cordone Ombelicale, che raccolgono i dati genetici di potenziali donatori. Infatti si possono trovare preziose cellule staminali emopoietiche anche nel sangue del cordone ombelicale. Queste cellule sono in grado di generare miliardi di globuli rossi,bianchi e piastrine. Anzi, il sangue contenuto nel cordone ombelicale rappresenta una sorgente ricca di cellule staminali e l' immaturità di queste cellule consente di superare più facilmente la barriera immunologica nelle fasi di attecchimento rispetto alle cellule derivanti da altri sorgenti.Altri vantaggi del sangue placentare sono la possibilità di una raccolta facile e sicura, l'immediata disponibilità delle unità criopreservate, un inferiore rischio di malate trasmissibili. Comprendere le basi biologiche delle peculiarità del sangue cordonale può essere utile nella comprensione dei meccanismi che determinano alcune delle complicazioni post-trapianto. La riduzione del rischio di recidiva leucemica osservata nei pazienti nei primi 3 anni post-trapianto di CSE da sangue cordonale potrebbe essere dovuta ad una caratteristica peculiare del sistema immunitario fetale, cioè la presenza di cellule microchimeriche materne, sensibilizzate verso gli antigeni fetali di derivazione paterna. In pratica, le cellule materne vitali residue nel sangue placentare aiuterebbero le cellule CSE trapiantate a combattere la malattia nel ricevente! Se confermate, queste osservazioni potrebbero avere notevoli implicazioni nel trapianto di CSE da sangue cordonale e nella immunoterapia del cancro.

http://www.associazionecarminegallo.na.it/

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