Fondazione Pangea Onlus
Luca Alberto Lo Presti

In un quartiere periferico di Kabul, Arzan Quemat, c’è una scuola molto silenziosa e piena di vita, popolata da persone che si parlano solo attraverso segni e gesti. Vi sono 596 “alunni”, tra bambini e adolescenti, sia femmine sia maschi, e tutti sono affetti da un particolare handicap: sono o sordi o sordomuti. molti donatori stranieri nell’ultimo anno sono usciti dal paese e oggi l’associazione soffre enormemente della mancanza di fondi per far funzionare come vorrebbe le attività quotidiane, garantire un destino a questi futuri uomini e donne. Vorremmo, dunque, che fosse arrivato il nostro (e il vostro) turno come donatori. Ci sono 596 bambini e bambine a Kabul che aspettano il nostro aiuto. E’ tempo di agire per rendere il mondo un luogo più bello. E’ tempo che il futuro cominci.

In un quartiere periferico di Kabul, Arzan Quemat, c’è una scuola molto silenziosa e piena di vita, popolata da persone che si parlano solo attraverso segni e gesti. Vi sono 596 “alunni”, tra bambini e adolescenti, sia femmine sia maschi, e tutti sono affetti da un particolare handicap: sono o sordi o sordomuti. Provengono da diversi quartieri di Kabul, e questa scuola è un po’ un sogno per loro. Questo luogo è speciale perché questa popolazione bambina, che vive una vulnerabilità così specifica, viene tolta ad un destino di ignoranza, abbrutimento e soprusi che crescendo con l’età li aspetta. Se non vi fosse nessun’altro ad aiutarli sarebbero completamente emarginati, destinati ad una solitudine mortale e ad una violenza familiare e sociale insostenibile. L’Associazione Nazionale di sordomuti, che gestisce la scuola, nasce da un gruppo di giovani donne e uomini sordomuti. Dopo aver lottato per un decennio, questo gruppo ha ottenuto il terreno dalla municipalità di Kabul dove ha poi costruito la scuola. Questa ha insegnanti dedicati e competenti, 35 donne e 15 uomini, anch’essi in parte sordi o sordomuti, ed insegnano ai bambini il linguaggio dei segni, a contare, a comunicare ed esprimersi con il corpo, nelle emozioni e nei bisogni, tra loro, con i familiari e con chi è intorno. Fondazione Pangea sviluppa il progetto con nuovi strumenti, nuove sensibilità, nuovi obiettivi. Parlando con i responsabili della scuola ci siamo fatti raccontare delle loro difficoltà e dei loro sogni imperterriti. Della volontà di avviare corsi di formazioni per ragazze e ragazzi, per inserirli nel mondo del lavoro. Del bisogno di sostenere gli stipendi degli insegnanti e il cibo per i bambini. Del desiderio di collegarsi all’ormai decennale progetto di microcredito di Pangea. Tutte attività necessarie che sosteniamo sapendo che il bisogno è reale e l’onestà pure: • Assicurare la frequenza alla scuola a persone altrimenti prive di possibilità reali. • Far crescere i più piccoli in un ambiente protetto e gradevole. • Dare la possibilità ai più grandi di imparare una professione. • Innestare un circolo virtuoso in un luogo “caldo” del pianeta contribuendo a renderlo migliore.

http://www.pangeaonlus.org

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