educatori senza frontiere onlus
fabrizio viola

Educatori Senza Frontiere (ESF) nasce il 25 febbraio 2005 da un’ idea di Don Antonio Mazzi. ESF si occupa di cooperazione nell’accezione della bellezza dell’incontro e della conoscenza reciproca. L’idea della nostra associazione è quella di mettere al cuore dei nostri progetti l’educazione e la formazione. Il primo Progetto di ESF nasce in Madagascar più di 10 anni fa ed è e il centro di accoglienza “Ambalakilonga”che in malgagascio significa: “Villaggio dei Ragazzi” Ambalakilonga si trova a Fianarantsoa, al centro del Madagascar, una città che non conosce sviluppo e che rimane sempre più ai margini dell’interesse politico. Ambalakionga, i suoi educatori, i ragazzi e i volontari, cercano ogni giorno, attraverso l’educazione,la formazione e la cura, di tenere alta la tensione verso una prospettiva migliore, un cammino fatto insieme una visione di bellezza. Ambalakilonga è oggi una casa, un cuore accogliente che batte al ritmo dei passi di uomini e donne, bambini, giovani e meno giovani che credono nell’incontro, nell’arricchimento reciproco, nell’impegno, nella gratuità, nella solidarietà e nella donazione. Uomini e donne che hanno scelto la bellezza della giustizia, come indicazione fondamentale per la vita, la pace come meta da desiderare e raggiungere insieme. Ambalakilonga è una comunità di ragazzi che vengono dalla strada, dall’orfanotrofio, da situazioni di povertà e abbandono, che studiano, vanno all’Università vivono un programma educativo che li aiuta a costruirsi una vita fatta di “cose” e relazioni importanti Ambalakilonga è un luogo dove 135 bambini frequentano la scuola materna. Ambalakilonga è un luogo dove le mamme di quei 135 bambini, chiedono corsi di alfabetizzazione, di igiene personale e cura del proprio bambino Ambalakilonga è volontariato e avamposto per molti giovani italiani che fanno esperienze educative importanti, perché la realtà povera che incontrano possa cambiare il loro punto di vista e riordinare le loro priorità; Ambalakilonga è un dispensario dove approdano donne, anziani e bambini, adulti che abbisognano di cure e medicine. È un lavoro lungo, fatto di relazioni vere, di impegno per scoprire quei talenti di cui tutti sono portatori.

Educatori Senza Frontiere (ESF) nasce il 25 febbraio 2005 da un’ idea comune di Don Antonio Mazzi, presidente della fondazione Exodus ,e il prof. Giuseppe Vico ordinario di pedagogia all’Università Cattolica di Milano con l’intento di formare educatori competenti e disponibili a condividere situazioni difficili nei vari Paesi del mondo. “Senza Frontiere” è il motto semplice ma significativo che l’associazione ha scelto per sintetizzare gli intenti e la filosofia. Educatori Senza Frontiere si occupa di cooperazione nell’accezione della bellezza dell’incontro e della conoscenza reciproca.La natura stessa della fondazione Exodus vide la sua origine nelle carovane cuore dell’educazione itinerante. Questo spostarsi assume in Educatori Senza Frontiere un significato concreto trasformando l’itineranza in viaggio ed il viaggio in conoscenza: fondamento di una consapevolezza profonda dell’agire educativo che si fa formazione e tras-formazione. L’idea della nostra associazione è quella di mettere al centro l’educazione e la formazione come elementi imprescindibili del nostro viaggiare che chiamiamo “erranza educativa”. Ogni anno decine di persone si mettono in viaggio caricando in spalla i propri zaini. Noi siamo convinti che ci sia sempre tempo per partire ma in ogni partenza deve esserci metodo ed in ogni metodo deve esserci l’umanità dell’incontro. Il primo Progetto in assoluto di ESF nasce in Madagascar più di 10 anni fa ed è e il Centro di Accoglienza “Ambalakilonga”che in malgagascio significa: “Villaggio dei Ragazzi” Ambalakilonga si trova a Fianarantsoa, al centro del Madagascar, una città che non conosce sviluppo e che rimane sempre più ai margini dell’interesse politico. L’incuria e il degrado segnano le strade, e i luoghi pubblici. L’impasse sembra colpire la gente, soggiogata da quei pochi che hanno concentrato in se molta ricchezza ed esercitano il potere con prepotenza e arroganza. Ambalakionga, i suoi educatori, i ragazzi e i volontari, nella periferia nord di Fianarantsoa, cercano ogni giorno, attraverso l’educazione,la formazione e la cura, di tenere alta la tensione verso una prospettiva migliore, un cammino fatto insieme. Ambalakilonga ha un passato, ancora giovane, un futuro che apre strade impossibili e soprese inaspettate, ma Ambalakilonga è adesso, oggi, una casa, un cuore accogliente che batte al ritmo dei passi di uomini e donne, bambini, giovani e meno giovani che credono nell’incontro, nell’arricchimento reciproco, nell’impegno, nella gratuità, nella solidarietà e nella donazione. Uomini e donne che hanno scelto la bellezza della giustizia, come indicazione fondamentale per la vita, la pace come metà da desiderare e raggiungere insieme. Ambalakilonga è’ una comunità di ragazzi che vengono dalla strada, dall’orfanotrofio, da situazioni di povertà e abbandono, che studiano, vanno all’Università vivono un programma educativo che li aiuta a costruirsi una vita fatta di “cose” e relazioni importanti Ambalakilonga è un luogo dove ad oggi ci sono 135 bambini dei villaggi vicini che frequentano la scuola per l’educazione di base e che se avranno la fortuna di approdare alle scuole della città, vanteranno una preparazione più adeguata; Ambalakilonga è volontariato alle donne del carcere con le quali, assieme ai referenti del carcere stiamo tentando un programma di autosostentamento e di alfabetizzazione e cura di sé; Ambalakilonga è un avamposto per molti giovani italiani che fanno esperienze educative importanti, perché la realtà povera che incontrano possa cambiare il loro punto di vista e riordinare le loro priorità; Ambalakilonga è un luogo dove le mamme di quei 135 bambini che approdano per l’educazione primaria, chiedono corsi di alfabetizzazione, di igiene personale e cura del proprio bambino. Ambalakilonga è un dispensario dove approdano donne, anziani e bambini, adulti che abbisognano di cure e di medicine, che provengono dai villaggi vicini e che faticherebbero a raggiungere gli ospedali della città; è un lavoro lungo, fatto di relazioni vere, quando siamo capaci di costruirle, di impegno a scoprire quei talenti che i poveri hanno più di noi e dei quali noi ce ne dimentichiamo spesso. Accoglienza, Formazione, Cura, sono dunque le tre macro-aree in cui possiamo racchiudere il lavoro e le attività nel villaggio di Ambalakilonga. Nella macro-area dell’Accoglienza troviamo: la Comunità, i Volontari A Fianarantsoa, più del 70% della popolazione vive sotto la soglia di povertà. La mancanza di lavoro tocca particolarmente i giovani, che rappresentano la grande maggioranza della popolazione. Viviamo in una realtà dove tantissimi ragazzi rischiano di ritrovarsi soli a causa dell’incapacità genitoriale, di povertà e malattie. Ambalakilonga, accoglie ragazzi tra i 13 e i 23 anni, orfani, abbandonati, ex-ragazzi di strada, o che non possono vivere momentaneamente con la loro famiglia. All’interno del villaggio, in un contesto di tipo familiare e in una casa accogliente, i ragazzi seguiti e accompagnati dagli educatori: - ricevono le cure mediche di cui hanno bisogno; - studiano per mettere le basi del loro futuro; - mangiano adeguatamente per crescere bene; - imparano a socializzare con i loro coetanei e con le figure adulte; - inizia a sentire cosa vuol dire sentirsi accolti ed amati; - rimane in contatto con la sua comunità di riferimento. Ogni educatore cerca di instaurare con il ragazzo una relazione autentica e responsabile che da una parte garantisce al ragazzo sicurezza, stabilità e l’amore di cui ha bisogno e dall’altra lo aiuta a prepararsi ad un futuro sereno fino al raggiungimento dell’indipendenza e dell’autosufficienza. Nella comunità i ragazzi crescono condividendo le responsabilità, le esperienze, le difficoltà, sostenuti dai loro educatori e sostenendosi l’un l’altro, soprattutto i più grandi, si prendono cura dei più piccoli. Ambalakilonga vuole essere una “casa” per i ragazzi che hanno perso i genitori, per quelli che si sono volutamente allontanati dalla famiglia e per quelli che non possono vivere con loro per diverse ragioni. Per Educatori senza Frontiere il volontariato internazionale è un esperienza che integra e valorizza la propria formazione personale di educatori ed educatrici. ESF nasce dall’esperienza di un viaggio in Madagascar nel 2003, ed è proprio qui ad Ambalakilonga, che ogni anno vengono accolti decine di volontari. Diversamente dai campi di lavoro o dalle altre esperienze all’estero, chi decide di partire con ESF non andrà a costruire qualcosa, ma porrà un altro mattoncino alla propria struttura personale e professionale. A servizio degli altri per individuare nuove prospettive di sviluppo umano, civile e culturale, nuove vie per la pace e la giustizia tra i popoli per la bellezza dell’incontro Perché ESF è un movimento di persone che vorrebbero vedere il mondo cambiare. Al Centro della sua azione ci sono le persone con la loro storia personale, le loro esperienze e capacità, il desiderio di maturare insieme nella reciprocità del rapporto educativo. Nell’amdito della Formzaione invice Ambalakilonga sarà una Scuola per Educatori/Animatori ed è una Scuola Materna Da quasi un anno sono iniziati i lavori di progettazione di una Scuola di Formazione per Educatori. Dopo una lunga riflessione, un’ attenta analisi del territorio e un confronto con i nostri partner locali, ci siamo resi conto dell’importanza di creare una formazione specifica dedicata a chi si prende cura dei giovani. La formazione delle risorse umane, del personale, delle equipe educative in particolare, è una vera preoccupazione per le realtà presenti nel territorio che svolgono un lavoro sociale. Non esiste del resto una scuola per educatori a Fianarantsoa e in tutto il centro sud dell’Isola, che ricordiamo, è grande 3 volte l’Italia. Il solo istituto di formazione sociale, si trova nella capitale, Antananarivo. Il lavoro educativo è un lavoro complesso, talvolta difficile; sono necessarie un certo numero di conoscenze e competenze educative e pedagogiche che la sola esperienza sul campo non riesce a sviluppare. Per tale ragione, Educatori senza Frontiere ha deciso di investire le proprie risorse ed energie, negli anni a venire in questo ambizioso e affascinante progetto: formare animatori ed educatori che abbiano coscienza del loro importante lavoro e contributo per lo sviluppo di questo paese. Nella momentanea gestazione della nuova scuola per Educatori, procedono le attività della scuola materna con i suoi 135 bambini. Nella scuola materna vengono ammessi bambini che provengono dai villaggi della comunità locale e dai quartieri della periferia di Fianarantsoa: L’integrazione e il coinvolgimento della comunità locale rappresenta un aspetto importante del nostro lavoro. Priorità viene data a bambini provenienti da famiglie disagiate che altrimenti resterebbero da soli in casa mentre i loro genitori lavorano e che in altra maniera non avrebbero accesso all’istruzione primaria L’età minima è di 3 anni e mezzo, e i bambini frequentano fino all’età di 6 anni. Questo intervento rappresenta un importante contributo alla prevenzione dell’abbandono, poiché permette ai genitori, ed in particolare alle donne, di occuparsi in piccole attività produttive o commerciali e di seguire le faccende domestiche. I bambini, figli di mamme lavoratrici, vengono qui accuditi e curati durante l’assenza del genitore. Il programma prevede attività di apprendimento e momenti di gioco; vengono seguiti programmi pre-scolastici e allo steso tempo i bambini ricevono le cure igieniche sanitarie di cui hanno bisogno. La scuola materna di Ambalakilonga, è diventata un importante punto di riferimento per i bambini dei villaggi locali e per le loro famiglie. Ai bambini viene garantito un buon processo di apprendimento, attività ludico ricreative e cure igienico-sanitarie; Alle famiglie viene offerto un sostegno, ad esempio attraverso la proposta di corsi di alfabetizzazione, piccoli momenti formativi professionalizzanti, consulenza educativa e familiare. Infine per quanto riguarda la Cura in senso stretto Ambalakilonga è anche un Dispensario Medico La sanità pubblica in Madagascar è insufficiente per rispondere ai problemi di salute della sua popolazione. L’assistenza sanitaria viene assicurata soltanto da dispensari non sempre in buone condizioni e in cui spesso mancano i materiali e gli strumenti basilari. Molto spesso, la gente, non può permettersi gli alti costi della sanità locale poiché i costi delle visite mediche, di eventuali analisi e soprattutto delle medicine, superano ampiamente la capacità di acquisto degli scarsi guadagni. La gente, dunque, ricorre a guaritori tradizionali, che però sovente, non forniscono cure efficaci e risolutive, nonostante l’utilizzo di tecniche di antica saggezza trasmessa nel tempo. Il dispensario di Ambalakilonga, venne inizialmente realizzato per rispondere ai bisogni sanitari, di cura e assistenza dei bambini e dei ragazzi del Centro. Successivamente la sua attività venne allargata a beneficio di tutta la comunità locale, in un area in cui vivono circa 300 nuclei familiari. Ambalakilonga si torva nella bruss, dove i tanti abitanti dei villaggi vicini vivono di agricoltura, piccoli allevamenti e piccolo commercio, in case di fango con tetti di paglia o in lamiera, prive di energia elettrica. L’acqua viene prelevata da pozzi o in fonti, spesso anche molto distanti dal villaggio. Qui bisogna fare i conti con la miseria e con l’assenza di un adeguata assistenza sanitaria. Le attività del dispensario sono quindi strutturate su due fronti: uno interno, che eroga una serie di servizi essenziali per i ragazzi che vivono ad Ambalakilonga, per i giovani e bambini che vi seguono le attività diurne, e uno esterno per la gente dei villaggi vicini, con un attenzione particolare alle donne in gravidanza e alle neo-mamme con i loro bambini. Accanto alla medicina di base, vi è un lavoro importante di informazione e prevenzione. Al suo ruolo primario di cura, alle prestazioni ambulatoriali, il nostro personale medico e paramedico, insieme agli educatori, ha anche il compito di educare e informare tutti coloro che lo frequentano su tante piccole accortezze che possono prevenire ed evitare l’avvento di infezioni e malattie. Il dispensario di Ambalakilonga, presta servizio nell’ambito del sistema sanitario nazionale. è gestito da personale locale, sotto la supervisione degli educatori di ESF, e sebbene sia una struttura privata, provvede mensilmente ad informare il Ministero della Sanità sulle sue attività, collabora col servizio sanitario nazionale nelle campagne di vaccinazione, e per l’aggiornamento del personale. Possiamo riassumere così gli obiettivi del dispensario: - svolgere attività di educazione sanitaria; - assicurare la prima assistenza e la fornitura di medicinali; - contribuire al miglioramento dello stato di salute delle madri e dei loro bambini Il nostro personale, indirizza e accompagna infine, nell’ospedale pubblico della città, quelle persone che presentano delle problematiche più gravi.

http://www.educatorisenzafrontiere.org

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