DMV orchestér a.p.s.

Rappresentante legale: matteo veltro

Categoria: sociale | May 18, 2019



Descrizione breve: Il DMV Orchestér, fondato dalla violinista Michela D'Amico e dal ballerino Matteo Veltro, nasce nell'aprile del 2015 dall'idea di due giovani artisti, allora ventitreenni, di dar vita ad un progetto che unisca le loro due discipline: la musica e la danza. L’intento di lavorare in sinergia si è reso lampante a partire dalla scelta stessa del nome della compagnia, nel quale la scrittura greca di Orchestér suggerisce tanto l’idea di “danzatore”, significato proprio del termine, quanto quella di “orchestra”, che rimanda, quindi, alla parte musicale. Il progetto, basato sulla sinergia delle due arti, e in particolare sull’utilizzo di musica classica abbinata a danza contemporanea, si propone di scegliere le storie dei propri lavori prendendo spunto da vicende storiche, vite di personaggi illustri, novelle, miti o altre forme letterarie, artistiche o scientifiche, combinandole in un prodotto originale che, per quanto rivisitato, mantiene uno stretto legame con la fonte prescelta. La peculiarità del progetto, oltre che nella ricerca delle trame, consiste nella scelta di utilizzare musica dal vivo, proponendo brani originali ed evitando le trascrizioni, così da rispettare il più possibile il carattere della musica proposta. Inoltre il DMV è fondato da giovani e si propone di fornire opportunità ai giovani, che, compatibilmente con le esigenze di scena, sono i protagonisti tanto della parte coreutica quanto di quella musicale. L'intenzione dei creatori, specialmente nel caso di progetti che si prestino particolarmente, è quella di rappresentare i propri lavori non solo nelle consuete cornici di teatri e auditorium, ma anche in occasioni più inusuali, allo scopo di avvicinare il maggior numero possibile di persone, i giovani in particolare, a questa forma di arte globale.



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Descrizione completa: Bianco e nero, luci e ombre, sorrisi garbati e sguardi diffidenti. Sappiamo, anzi, pensiamo di saper distinguere gli elementi positivi, giusti, accettati, da quelli da rifuggire. Ma come sempre nell’arte, come nella vita, nulla è come sembra e in un gioco di apparenze e anime nude la verità viene a galla prepotentemente. Le donne di Lune di Maggio della compagnia emergente DMV Orchestér lo sanno bene e lottano ieri come oggi per riconquistare la loro complessità, negata da generazioni e generazioni di gabbie imposte e auto-imposte. Si sa bene però che la prigione dei sensi ha il suo prezzo, e prima o poi quelle anime sepolte nei secoli reclameranno a forza il proprio spazio. È questa gabbia, e il tentativo di liberarsene, il tema principale del nuovo spettacolo del DMV. Dalla contrapposizione delle musiche apparentemente antitetiche di Berio e di Vivaldi emergono tutte le complessità umane e femminili, espresse in gesti liberatori, sensuali, talvolta ridicoli e lontani dalla grazia che la società si aspetterebbe da tre giovani donne. L’autenticità dell’essere se stesse si esprime nella solitudine e nella sorellanza, come un lungo filo che collega le donne di oggi a quelle di ieri e di domani. Non è però il caso di illudersi: anche se la donna, come diceva Walt Whitman di se stesso, “contiene moltitudini”, e pur di poter ballare libera preferisce anche fare paura e allontanare le aspettative della società, questo non significa che i tempi siano maturi e che questa liberazione non rischi conseguenze terribili. La liberazione interiore diventa una lotta per la sopravvivenza, nella quale l’angelo del focolare e la ragazza da copertina sono in gabbia ma al sicuro, mentre le donne che hanno il coraggio di essere se stesse vengono marchiate con epiteti sempre diversi e immancabilmente denigratori: strega, isterica, troia. Una lista rimpolpata di definizioni da secoli. Ecco dunque Lune di Maggio, un’analisi artistica precisa e commovente delle moltitudini che si celano all’interno della donna di ieri, di domani e, soprattutto, di oggi.

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