Consiglio italiano per i rifugiati

Rappresentante legale: Roberto zaccaria

Categoria: sociale | Nov 16, 2022



Descrizione breve: Laboratorio Pupazza è una proposta del Consiglio Italiano per i Rifugiati (CIR) in collaborazione con il Museo della Civiltà Contadina Valle dell'Aniene del Comune di Roviano, che mira a promuovere l’integrazione socio-culturale dei rifugiati e richiedenti silo nell’ambito di una piccola e dinamica comunità della provincia di Roma.



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Descrizione completa: Laboratorio Pupazza è un’iniziativa ideata dal Consiglio Italiano per i Rifugiati (CIR) grazie alla collaborazione con il Museo della Civiltà Contadina Valle dell'Aniene del Comune di Roviano. Il progetto ha l’obiettivo generale di promuovere l’integrazione socio-culturale di rifugiati e richiedenti asilo nell’ambito di una piccola ma dinamica comunità come quella di Roviano, un Comune della provincia di Roma. Gli obiettivi specifici del progetto sono il rafforzamento delle competenze socio-relazionali dei rifugiati e dei richiedenti asilo e la promozione dello scambio interculturale tra le persone accolte e la comunità di accoglienza. Per il raggiungimento di tali obiettivi il Consiglio Italiano per i Rifugiati ha ideato e organizzato un percorso laboratoriale a carattere socio-culturale da svolgersi lungo tutto il corso dell’anno e che ruota attorno alla tradizione popolare della “pupazza”. Questa tradizione è legata al mondo pastorale e all’uso rituale del fuoco. Con il tempo, la tradizione si è progressivamente discostata dalle significazioni magico-apotropaiche assunte in passato per raggiungere un diverso orizzonte simbolico e assumere una differente funzione in ambito comunitario: oggi, questa tradizione popolare assume una valenza propriamente inerente alla sfera identitaria e spettacolare. Per tali ragioni, rappresenta un simbolo attraverso cui tutte le persone con background migratorio come i rifugiati e i richiedenti asilo possono identificare il proprio viaggio e l’approdo in una nuova comunità. Gli incontri laboratoriali sono stati pensati per permettere ai partecipanti di affrontare, rielaborare e superare la sofferenza e le difficoltà legate all’esperienza dell’abbandono del proprio paese di origine attraverso l’arte e le tradizioni popolari. Trattandosi di un percorso condiviso con altri rifugiati e con abitanti locali, il laboratorio artistico-culturale (4 incontri) proposto dal CIR si pone anche come sintesi del percorso di integrazione che attende ogni richiedente asilo una volta raggiunti il territorio e la comunità che lo accoglieranno. Da una parte, vi è il contributo del migrante che dedica il proprio tempo e le proprie risorse all’arricchimento della comunità di cui diviene parte vitale, dall’altra, vi è la comunità di accoglienza che, aprendosi e lasciandosi plasmare da portatori di nuove culture e influenze, consolida le proprie tradizioni in logica evolutiva. In questo modo, per il migrante, la partecipazione alla vita della comunità di accoglienza diviene anche un’occasione di riscatto verso la sofferenza del passato e un’opportunità per tornare ad esprimere con positività la propria individualità e le proprie origini; per la comunità di accoglienza, l’apertura a nuove influenze culturali diviene prezioso strumento di evoluzione ed arricchimento socio-culturale. Per entrambi, l’evento finale del percorso laboratoriale (in cui la pupazza viene bruciata dalla collettività) rappresenta un momento di rinascita comune all’insegna dell’accoglienza e del multiculturalismo.

http://www.cir-onlus.org

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