SChutzhuette B1 rifugio

Rappresentante legale: Caroline Reuss

Categoria: sociale | Oct 28, 2022



Descrizione breve: Schutzhütte B1 Rifugio interviene soprattutto per le persone in fuga appartenenti alle categorie vulnerabili. Le categorie rientranti in questa definizione secondo il d.lgs. 142/2015 sono gli adulti disabili, i minori non accompagnati, gli anziani, le donne in stato di gravidanza, i genitori singoli con figli minori, le vittime di tratta di esseri umani, le persone affette da gravi malattie o da disturbi mentali; le persone per le quali è accertato che hanno subito torture, stupri o altre forme gravi di violenza psicologica, fisica o sessuale e vittime di mutilazioni genitali. Rivolgiamo l’attenzione anche ad altre categorie non menzionate dal d.lgs. 142/2015, come le donne sole e le famiglie con figli minori, dal momento che, in considerazione delle condizioni sociali di senza fissa dimora in cui si trovano, sono fortemente esposte a fattori di rischio e vulnerabilità. Ci sono persone appartenenti alle categorie sopra menzionate che rimangono sprovviste di un tetto e di mezzi per la sopravvivenza, nonostante la normativa preveda una tutela maggiore e un intervento prioritario per loro. Schutzhütte B1 Rifugio si propone infatti come una misura di segnalazione e di supporto a breve termine.



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Descrizione completa: Il nostro gruppo Binario 1 / Bahngleis 1 è nato in primavera 2015 con l’emergenza profughi in stazione a Bolzano, come movimento spontaneo di volontari della società civile, cittadine e cittadini che si sono impegnati in forma totalmente volontaria, per migliorare tale situazione. Il bisogno cui ha cercato di dare risposta era costituito dal flusso di migranti in transito verso il nord, ma anche di persone intenzionate a rimanere in Italia. Ci siamo accorte di come le politiche di accoglienza a livello locale si siano sempre contraddistinte per un approccio emergenziale. Da qui è partito il nostro impegno anche fuori la stazione, sia per i richiedenti asilo nei centri di accoglienza, che per coloro che sono rimasti sulla strada. Le pratiche di accoglienza finora non hanno permesso a tutti i richiedenti asilo l’accesso alle misure di accoglienza come previsto dalla normativa nazionale ed europea. Sulla base delle ultime disposizioni provinciali sono rimasti in strada soggetti vulnerabili, che solo grazie all’impegno dei volontari hanno in parte potuto trovare un rifugio provvisorio nella chiesa evangelica e presso persone private. Il progetto Schutzhütte B1 Rifugio vuole essere un esempio concreto di risposta sociale e contestualmente una denuncia delle carenze sistemiche locali in materia di tutela dei richiedenti asilo. Il nostro obiettivo è rimasto quello di segnalare le situazioni precarie alle autorità competenti, con la richiesta di attivarsi sec ondo le normative e, se necessario, porre azioni concrete determinate nel tempo. Schutzhütte B1 Rifugio interviene soprattutto per le persone in fuga appartenenti alle categorie vulnerabili. Le categorie rientranti in questa definizione secondo il d.lgs. 142/2015 sono gli adulti disabili, i minori non accompagnati, gli anziani, le donne in stato di gravidanza, i genitori singoli con figli minori, le vittime di tratta di esseri umani, le persone affette da gravi malattie o da disturbi mentali; le persone per le quali è accertato che hanno subito torture, stupri o altre forme gravi di violenza psicologica, fisica o sessuale e vittime di mutilazioni genitali. Rivolgiamo l’attenzione anche ad altre categorie non menzionate dal d.lgs. 142/2015, come le donne sole e le famiglie con figli minori, dal momento che, in considerazione delle condizioni sociali di senza fissa dimora in cui si trovano, sono fortemente esposte a fattori di rischio e vulnerabilità. Ci sono persone appartenenti alle categorie sopra menzionate che rimangono sprovviste di un tetto e di mezzi per la sopravvivenza, nonostante la normativa preveda una tutela maggiore e un intervento prioritario per loro. Schutzhütte B1 Rifugio si propone infatti come una misura di segnalazione e di supporto a breve termine. Descrizione del progetto Dorea Dorea deriva dalla parola greca antica "doron" e significa dono. Ci sono diverse ragioni per cui il nostro progetto per le donne senza tetto porta questo nome, sottolineano i volontari socialmente impegnati e co-fondatori del progetto, Caroline von Hohenbühel e Paul Tschigg: Ogni vita è un dono. Così come l'opportunità di fare volontariato, proprio come l'esperienza condivisa del progetto della casa invernale a Bolzano, che si ha completato nella primavera del 2021. Caroline von Hohenbühel si occupa da anni, con l'associazione "Schutzhütte", di donne e uomini senzatetto e senza tetto, per lo più migranti. Paul Tschigg è attivo da più di dieci anni al VinziBus, la distribuzione di cibo per i senzatetto in Piazza Verdi a Bolzano. Le donne in strada sono uno dei gruppi di persone più vulnerabili. Prima che le donne finiscano sulla strada, hanno esperienze serie, secondo le esperienze delle due volontarie. La povertà, la responsabilità dei figli, la mancanza di istruzione e la disoccupazione aumentano la loro dipendenza da partner spesso violenti. Il loro ambiente sociale non è in grado di sostenere le donne in questa situazione di emergenza e molto spesso finiscono traumatizzate per strada. Il progetto "Dorea" è disponibile per tutte le donne maggiorenni, indipendentemente dalla religione o dall'origine. Il progetto è stato in grado di fare grandi passi avanti quest'estate e ora sta lentamente emergendo dalla fase iniziale. Oltre a 2 appartamenti per un totale di 6 donne, ora abbiamo affittato un'altra casa dove possiamo offrire alloggio temporaneo e sostegno ad altre 7 donne e fino a 5 famiglie con uno o due bambini. Attraverso questa sicurezza di avere un posto, il bisogno fondamentale più importante di ogni essere umano è assicurato. Questa possibilità offre alle donne una pietra angolare per riorientarsi, per organizzarsi, per venire a patti con ciò che hanno vissuto e per acquisire nuovo coraggio e fiducia in se stesse. Insieme alle donne, creiamo CV, cerchiamo lavoro, corsi di lingua e alfabetizzazione o un posto di formazione. Ogni persona è considerata come un individuo. Cerchiamo di elaborare insieme opportunità e possibilità e di rafforzare le donne a costruire una vita autodeterminata per se stesse in Alto Adige. L'esperienza mostra che i nostri clienti passano tra i 6 e i 18 mesi nel nostro progetto e continuano a ricevere consulenza dopo la fine del progetto, se questo è il desiderio della persona. L'associazione impiega a questo scopo un'impiegata part-time che assiste le donne e le famiglie nel loro processo di integrazione e può sostenerle nella ricerca di un alloggio e di un lavoro. Insieme cerchiamo opportunità di sviluppo personale e accompagniamo le donne e le famiglie in una vita autonoma e autodeterminata.

http://www.schutzhuette.bz.it/

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